La sera del 1 dicembre 1957 nell'abitazione del dott. Eraldo Ighina (1895 - 1961) posta in Piazza Padre G.B. Cereseto, si discute di dar vita in Ovada ad un Circolo Culturale che prenda il nome di Accademia Urbense a ricordo di un'arcadia risalente al 1783. Alla riunione partecipano, oltre ad Ighina e la moglie Marie, il prof. Emilio Costa, il dott. Renzo Rapaglià, il rag. Giacomo Repetto, il prof. Luigi Caviglione, il pittore Franco Resecco, il sig. Pierino Crestini e il pittore Nino Natale Proto, quindi promotori e fondatori della nostra associazione culturale, ancora prima della redazione dell'atto pubblico di costituzione ufficiale, stilato di fronte al notaio.

In archivio è ancora conservata la minuta del programma della serata inaugurale del Circolo, in occasione della quale avviene la presentazione del gruppo filodrammatico, la conferenza del prof. Emilio Costa dedicata a Giosuè Carducci nel cinquantenario della morte, la declamazione, da parte del dott. Renzo Rapaglià, di alcune liriche del poeta. La manifestazione è prevista per le ore 17 di domenica 15 dicembre 1957 nel salone della Scuola di Musica A. Rebora.

Si presenta così la nostra Accademia. Alcuni giorni dopo, il 20 dicembre, la Scuola di Musica Antonio Rebora concede ufficialmente alla Accademia Urbense una sala di proprietà della scuola stessa da adibirsi a direzione e a biblioteca.

Domenica 9 novembre 1958 l'Accademia Urbense ricorda Domenico Buffa e Giambattista Cereseto nel primo centenario della morte (1858 - 1958).

Il prof. Mario Oddini dell'Università di Genova, scrivono i giornali - in una simpatica cerimonia tenutasi al teatro Torrielli, ha ricordato il Cereseto. il prof. Emilio Costa ha invece illustrato l'opera letteraria e politica di Domenico Buffa. Tale commemorazione e altre di carattere storico locale, stimolano e suggeriscono la raccolta di documenti sulla zona, favorendo la nascita di un archivio. Alcuni documenti del primo nucleo archivistico, infatti, recano impresso il timbro ARCHIVIO STORICO MONFERRATO - OVADA - VIA SAN PAOLO.

Il prof. Emilio Costa primo presidente e il pittore Natale Proto promotori della raccolta documentaria, oltre ad essere coadiuvati dai membri del consiglio direttivo nel tradurre in fatti l'intento, possono contare su preziosi collaboratori come il sacerdote Luigi Piana, per tanti anni appassionato custode della Biblioteca Parrocchiale di Ovada, il quale effettua ricerche archivistiche, come fanno fede alcune note manoscritte da lui lasciate e conservate in archivio.

Le prime conferenze tenute dal prof. Costa e da altri Soci riguardanti personaggi ovadesi del passato, e le relative esposizioni di cimeli e documenti, incentivano la raccolta di documentazione presso i discendenti i quali, grazie alla costanza di Natale Proto, iniziano a donare all'Accademia quello che hanno a disposizione e che merita di essere conservato e studiato. Si costituisce anche una piccola biblioteca.

Tra il 1958 1 il 1961 viene acquisita la documentazione relativa al garibaldino Bartolomeo Marchelli, allo scultore Emanuele Giacobbe, al musicista Emanuele Borgatta, a San Paolo della Croce fondatore della Congregazione dei Padri Passionisti, al consigliere di Stato Francesco Gilardini, al padre scolopio G.B. Cereseto e la documentazione relativa al deputato Domenico Buffa sul quale il prof. Costa sta portando a termine studi pubblicandone i primi esiti su riviste specializzate. C'è anche il tentativo di pubblicare una rivista che esce una sola volta e viene intitolata Archivio Storico Monferrato.

L'archivio man mano si arricchisce di minute testimonianze relative a pittori, artisti, religiosi, militari, ecc.

Grazie all'interessamento del dott. Fausto Bima si acquisiscono i manoscritti dello studioso capitano Agostino Martinengo.

Nel 1964, in occasione della mostra postuma del pittore Agostino Pinelli Gentile la sede della nostra Accademia venne trasferita nell'edificio in Piazza Cereseto dove tutt'oggi si trova.

I nuovi locali consentono di incrementare la biblioteca sociale e di effettuare una prima sommaria catalogazione del materiale pervenuto, compito affidato sino al 1973 alle sorelle Olivieri - Porta.

Si raccolgono inoltre notizie e informazioni sui pittori Biaggio Torrielli (1826 - 1894), Tosi Ignazio (1811 - 1861), Benedetto Moizo (1872 - 1934),

Frixione Costantino (1828 - 1902), ecc.

Tutto questo materiale, in questa occasione, lo vogliamo comprendere sotto il nome di Primo Nucleo Archivistico del quale rechiamo alcune note relative ai documenti più significativi, in parte già utilizzati per articoli pubblicati sulla nostra rivista.

 

Primo Nucleo Archivistico

 

N.B. Elenco parziale ed esemplicativo come quelli di seguito presentati.

 

Bartolomeo Marchelli (Ovada 1834 Nervi 1903), capitano garibaldino.

Contiene il diario (31 x 21, pag. 134) del garibaldino ovadese sull’impresa dei Mille a cui ha partecipato. Sulla copertina sta scritto: “I Mille del Capitano Marchelli”. Utilizzato dal prof. Emilio Costa per la pubblicazione:

 

Emanuele Borgatta (Ovada 1809 Ovada 1883), musicista.

Fotocopia e varie trascrizioni del “Testamento pubblico dell’Ill.mo Avvocato Paolo Borgatta fu Giacomo, 12 luglio 1883 – registrato a Genova addi 25 Agosto 1883” fratello del musicista Emanuele Borgatta.

Fotocopia e trascrizione della biografia del musicista pubblicata sul Corriere delle Valli Stura e Orba dal pittore ovadese Costantino Frixione sotto il titolo di Medaglioni Ovadesi. Anno V, n 230, 18 Giugno 1899 e Anno V, n. 231, 25 Giugno 1899.

Biografia di Emanuele Borgatta dattiloscritto in velina di sei pagine. In nota si legge: da scrittore innedito (sic) dell’Epoca.

Uniti alcuni foglii con notizie della famiglia del musicista e alcuni appunti manoscritti di estratti di atti presso la Parrocchia di Ovada a cura del sacerdote Luigi Piana.

Lettere e documentazione relativa a ricerche svolte sulla figura del Borgatta.

Si veda ad esempio:

Cristina Bobbio, Emanuele Borgatta: un musicista ritrovato, in «Urbs, silva et flumen», anno II, n. 3, Luglio 1989, p. 41 – 56.

Cristina Bobbio, Emanuele Borgatta artista incompiuto, in «Urbs, silva et flumen», anno II, n. 4, Ottobre - Dicembre 1989, p. 74 – 76.

Università degli studi di Genova. Facoltà di Lettere e Filosofia. Tesi di laurea: La vita e l’arte di Emanuele Borgatta. Relatore: Prof. Leopoldo Gamberini, Correlatore: Prof. Alberto Moscato. Candidata: Cristina Bobbio. Anno Accademico 1987 – 1988. Collocazione Biblioteca Accademia Urbense H – III – 55.

Daniele Calcagno, il fondo musicale della Biblioteca dell’Accademia Urbense di Ovada , in «Urbs, silva et flumen», anno XV, n. 1, Marzo 2002, p. 73 – 78.

 

Giacobbe Emanuele, (Ovada 1823 – Genova 1894) scultore

Emilio Costa, Uno scultore ovadese dell’Ottocento, in «La nostra lotta» edizione ovadese, anno II, n. 8, agosto 1960, p. 3.

Remo Alloisio, Emanuele Giacobbe, scultore, in «Urbs, silva et flumen», anno, n. p.

Album di disegni scolastici dello scultore. pagine 22.

Per altri riferimenti bibliografici si rimanda all’indice per autori della rivista Urbs, silva et flumen.

 

Lapide posta alla cascina Nervi:

In questa casa nacque nel 1823

Lo scultore Emanuele Giacobbe

Visse, operò, morì

In Genova nel 1894

Il Comune di Ovada

E l’Accademia Urbense

 

All'inizio del 1975 c'interessava sapere lo stato di conservazione delle annate del Corriere delle Valli Stura e Orba presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, il direttore della quale, in data 23 maggio 1975 ci avrebbe comunicato:"Questa Nazionale conservava nelle sue raccolte la serie de "Il corriere delle valli Stura e Orba", ma il 4 novembre 1966 l'acqua ha raggiunto il magazzino nel quale era custodito il periodico e lo ha gravemente danneggiato. Il corriere non si trova fra quelli già restaurati e riordinati… ". Fortunatamente qualche hanno dopo, per interessamento del prof. Pier Paolo Poggio sono state microfilmate le annate dello stesso periodico esistenti presso la Biblioteca Parrocchiale di Ovada, peraltro incomplete, le sole scampate alla dispersione. La possibilità oggi di poterle visionare torna a merito di coloro, come il sac. Piana, che hanno sempre curato la conservazione delle opere in essa contenute e che ultimamente sono state nuovamente catalogate a cura della Soprintendenza del Piemonte.

Nella Biblioteca di Firenze sono però conservate e sono state risparmiate dall'alluvione 1966, altre annate dei giornali ovadesi microfilmate a cura della nostra Accademia nel 1987 e sono: L’Alto Monferrato Corriere della Democrazia, Giornale d’Ovada; L’Emacipazione, Il Giornale d’Ovada, Eco dell’Alto Monferrato.

 

Fondo Ambrogio Pesce Maineri

Nel 1986, grazie alla liberalità del signor Gaetano Pesce, discendente dello studioso, l’Accademia ha ottoneuto di avere in prestito d’uso alcuni documenti di grande interesse. Ad esempio una serie di quaderni densi di regesti.

Cronologia della Casa Pesce: si tratta di 3 quaderni formato 20 x 15 contenenti regesti e notizie riguardanti la famiglia Pesce. Il primo quaderno si apre con la seguente prefazione alla ricerca volta:

Notizie cronologiche della casa Pesce di  Rossiglione con qualche estensione dei Pesce di diverse regioni d’Italia, e specialmente della Liguria….”. la prima notizia riferita data 1107; il quaderno termina alla data 1596, 5 luglio.

Il secondo quaderno inizia con la data 1596 5 luglio e termina con la data 1804. Il terzo quaderno, assi meno consistente, inizia alla data 1807 e termina alla data 1945, 17 aprile, pochi mesi prima della scomparsa dell’Autore.

Altri tre quaderni riguardano la Cronologia delle vicende stoeriche di Rossiglione.

Sicuramente la parte più interessante del fondo Ambrogio Pesce Maineri, è costituita dai 36 quaderni (formato 20 x 15) contenenti notizie cronologiche dai primordi sino al Novecento. In copertina sull’etichetta ripetono la dicitura “Ovada e Maineri”.

Il primo quaderno che inizia trattando dell’etimologia del nome Ovada, termina alla data 1391, 1 dic.

Nella prima e nella seconda pagina presenta una prefazione da parte dell’Autore così espressa:

Notizie cronologiche su Ovadesi, sulla casa Maineri e su altre famiglie ovadesi, ma particolarmente sulla prima.

A queste notizie molte altre se ne potrebbero aggiungere, continuando le ricerche, specialmente negli archivi di Stato di Genova, di Milano e di Torino: così dicasi di opere a stampa, oltre a quelle da me compulsate. La vita di più uomini non basta per conoscere ciò che in un solo archivio è contenuto. Ho pure avuto a disposizione, dopo la raccolta di quelle che seguono, una collezione manoscritta di notizie, che si trovano da poco tempo nell’archivio parrocchiale di Ovada e che prima giaceva presso la famiglia del notaio Gilardini. Sono memorie compilate diligentemente circa ottant’anni or sono da più persone, e credo specialmente dal P. Perrando che fu Generale dei R.R.P.P. Scolopi, e da alcuni collaboratori, come, qui pare, l’Ing. Michele Oddini e il pittore Costantino Frixione. Persone che avevano cose di cui parlano (per es. oggetti del tempo di Roma scavati nel territorio) o che riferiscono di cose viste da altri o da questi ripetute per tradizione, o di archivi privati locali ora dispersi, o che fecero altresì ricerche in pubblici archivi. Vi sono però riserve e correzioni. Queste notizie della collezione Gilardini sono qui, almeno in parte registrate, non avendo ancora potuto compulsarle interamente, e così l’archivio parrocchiale, che fu per carte non anteriori al sec. XVI. Altri volenterosi facciano quello che non ho potuto fare io; e questo dico anche per quegli altri archivi pubblici, e biblioteche, di cui, nonostante le mie lunghe ricerche, non ho visto che minima parte, pur nelle stesse rubriche che ho avuto tra mani. Per dire uno dei tanti esempi i Litterarum dell’Archivio di Stato in Genova, negli stessi volumi che cito, furono da me visti solo in parte. A Genova specialmente, e a Milano e a Torino etc. il materiale su Ovada è abbondatissimo ancora dopo quello da me veduto.

Le notizie, poi, che da qui sono appena abbozzate.

Elenco dei vari quaderni sulla copertina dei quali risulta la numerazione a matita in numeri romani. Come si può notare seguendo la cronologia della date la numerazione è per alcuni quaderni arrata.

Il quaderno n. II inizia alla data 1392 e termina alla data 1426.

Il quaderno n. III inizia alla data 1427 e termina alla data 1438.

Il quaderno n. IV inizia alla data 1438 e termina alla data 1446.

Il quaderno n. V inizia alla data 1446 e termina alla data 1447.

Il quaderno n. VI inizia alla data1447 e termina alla data 1451.

Il quaderno n. VII inizia alla data1451 e termina alla data 1466.

Il quaderno n. VIII inizia alla data 1467 e termina alla data 1472.

Il quaderno n. IX inizia alla data 1472 e termina alla data 1479.

Il quaderno n. X inizia alla data 1479 e termina alla data 1491.

Il quaderno n. XI inizia alla data 1491 e termina alla data 1501.

Il quaderno n. XII inizia alla data 1501 e termina alla data 1514.

Il quaderno n. XIII inizia alla data 1514 e termina alla data 1524.

Il quaderno n. XIV inizia alla data 1524e termina alla data 1533.

Il quaderno n. XV inizia alla data 1533 e termina alla data 1543.

Il quaderno n. XVI inizia alla data 1549 e termina alla data 1553.

Il quaderno n. XVII inizia alla data 1553 e termina alla data 1559.

Il quaderno n. XVIII inizia alla data 1559 e termina alla data 1566.

Il quaderno n. IXX inizia alla data 1566 e termina alla data 1575.

Il quaderno n. XX inizia alla data 1575 e termina alla data 1583.

Il quaderno n. XXII inizia alla data 1553 e termina alla data 1559.

Il quaderno n. XXI inizia alla data 1583 e termina alla data 1589.

Il quaderno n. XXII inizia alla data 1589 e termina alla data 1595.

Il quaderno n. XXIII inizia alla data 1595 e termina alla data 1601.

Il quaderno n. XXIV inizia alla data 1601 e termina alla data 1607.

Il quaderno n. XXV inizia alla data 1608 e termina alla data 1612.

Il quaderno n. XXVI inizia alla data 1612 e termina alla data 1617.

Il quaderno n. XXVII inizia alla data 1617 e termina alla data 1622.

Il quaderno n. XXVIII inizia alla data 1622 e termina alla data 1629.

Il quaderno n. IXXX inizia alla data 1630 e termina alla data 1637.

Il quaderno n. XXX inizia alla data 1638 e termina alla data 1640.

Il quaderno n. XXXI inizia alla data 1648 e termina alla data 1659.

Il quaderno n. XXXII inizia alla data 1659 e termina alla data 1677.

Il quaderno n. XXXIII inizia alla data 1670 e termina alla data 1685.

Il quaderno n. XXXIV inizia alla data 1685 e termina alla data 1705.

Il quaderno n. XXXV inizia alla data 1705 e termina alla data 1753.

Il quaderno n. XXXVI inizia alla data 1754 e termina alla data 1920.

 

Notizie biografiche.

Ambrogio Pesce Maineri, avvocato; nato a Milano il 23 Ottobre 1873, morto il 19 novembre 1945. Laureato in Giurisprudenza il 12 luglio 1895. Iscritto all'albo degli avvocati in Torino il 7 gennaio 1899. Ha frequentato la scuola di paleografia a Torino nel periodo 1898 - 1900. Il 28 aprile 1901 entra nella Società Ligure di Storia Patria. Dal 26 maggio 1907 è socio della Società Storica Subalpina di Torino. Il 2 giugno 1909 è nominato vice segretario della Sezione di Legislazione della Società Ligure di Storia Patria. Il 10 marzo 1911 è nominato membro della Commissione Diocesiana di Acqui Terme per la sorveglianza degli Archivi Parrocchiali. Il 20 giugno entra a far parte della commissione permanente dei Congressi Storici Subalpini. Il 3 gennaio 1912 è nominato consigliere della Società Ligure di Storia Patria. Il 21 marzo 1915 gli è consegnata la Croce dell'Ordine della Corona d'Italia. Il 31 marzo 1921 è membro della commissione conservatrice dei monumenti, degli scavi e oggetti di antichità e d'arte della Provincia di Alessandria. Il 20 agosto 1921 è nominato ispettore ai Monumenti per il Mandamento di Ovada. Il 23 dicembre 1921 l'Accademia Ligustica di Belle Arti lo nomina Accademico di merito (classe scrittori d'arte). Il 5 aprile 1923 è nominato membro del comitato esecutivo del IX Congresso Geografico (Genova). 20 aprile 1924: nomina a membro consultore del Segretariato di Cultura della Giunta Diocesiana di Genova. 18 aprile 1925: socio della Società Ligustica di Scienze e di Lettere (classe di lettere, scienze morali e storiche). 3 dicembre 1925: nomina a membro della Commissione Culturale O.N.D. Il 20 aprile 1928 è nominato membro della Commissione Toponomastica di Genova. Il 12 ottobre 1929 entra a far parte della Commissione incaricata di raccogliere, interpretare e commentare tutti i documenti che comprovino l'appartenenza a Genova di Cristoforo Colombo.

Grazie ad Ambrogio Pesce Maineri per il suo interessamento presso l'autorità competente, il 25 febbraio 1918 si ottenne che la casa natale di san Paolo della Croce (1694 - 1775), fosse dichiarata Monumento Nazionale.

Il "Monitore Parrocchiale" n. 2, Febbraio 1946.

Ambrogio Pesce Maineri - Con la dipartita dell'avv Ambrogio Pesce Maineri, la redazione del nostro "Monitore" perde un preziosissimo collaboratore che ci ha donato interessantissimi articoli sulla storia religiosa di Ovada. Essa unita innalza ancora la sua umile preghiera di suffragio e rinnova le più vive condoglianze alla inconsolabile sorella Marcellina e famigliari, con molto piacere pubblica un breve ma prezioso articolo (profilo) sull'illustre estinto del prof. Paolo Revelli già Rettore Magnifico dell'Università di Genova.

"Il 19 novembre u.s. il N.H. Cav. Avv. Ambrogio Pesce Maineri, rendeva la pura anima a Dio, nella sua casa di Ovada dove Egli, alla vigilia della seconda guerra mondiale, si era ritirato con la sorella Marcellina.

Disceso da una famiglia ligure di magistrati e di studiosi, nota in Genova e in Torino per le sue benemerenze patriottiche e per la profonda fede cattolica, dedicò tutta la sua nobile vita alla famiglia, agli studi, alla serena meditazione, dei problemi dello spirito risolti dalla fede.

Nato a Milano ottantadue anni or sono compì gli studi secondari e universitari in Torino dove si laureò in giurisprudenza, attendendo, giovanissimo a ricerche di storia ligure e piemontese, che gli procurarono ben presto, l'amicizia di uno storico insigne, Ferdinando Gabotto (1866 - 1918), professore di storia moderna nell'università genovese, che accolse nella sua Biblioteca Storica Subalpina, l'ampio lavoro del Pesce, apprezzatissimo dagli studiosi intitolato "Sulle relazioni fra la Repubblica di Genova e Filippo Maria Visconti (1435 - 1447)", La nobiltà d'animo, la cortesia che al pari della sua modestia non conosceva limiti, la bontà del cuore gli procurarono amicizie preziose.

L'erudizione vastissima, l'acume critico, la preziosa paleografia, gli procurarono larga estimazione fra gli storici e quindi la nomina a membro della locale Deputazione di Storia Patria della Commissione per la Conservazione dei Monumenti e di quella per la Toponomastica della Liguria. Partecipò autorevolmente ai lavori della Commissione creata dal Municipio di Genova per predisporre l'opera monumentale che doveva provare definitivamente con lo scritto limpido ed eloquente di Giovanni Monleone, che Cristoforo Colombo è nato entro le mura di Genova fra il 26 agosto ed il 31 ottobre 1451.

Legò morendo alla Civica Biblioteca Berio quasi ad auspicio della sua resurrezione, quaderni vari con notizie sulle famiglie di Rossiglione e sulle terre di Ovada.

Le pazienti ricerche di erudito non gli impedirono l'esercizio di un'altra attività, quella di giornalista, esercitando talvolta col nome di Januensis.

Scrupoloso fino all'eccesso, egli finiva con lo svalutare perfino l'opera sua.

Con Ambrogio Pesce Maineri che rivendicò anche la fama di un insigne viaggiatore ligure del Rinascimento (India) è scomparso un uomo di antica tempra la cui onestà adamantina onorava il nostro paese.

Archivio Buffa – Donazione Emilio Costa

Fondo Andrea Berretta (1844 - 1935)

Acquisito nel 1996

Una interessante testimonianza sulla vita di Trisobbio tra Ottocento e Novecento ci è fornita da cinque quaderni di ricordi compilati da Andrea Berretta a cavallo tra i due secoli e lasciati alla famiglia come una eredità spirituale. Si deve alla cortesia dei suoi discendenti, ed in particolare della professoressa Anna Maria Berretta, se tali quaderni oggi arricchiscono l’Archivio della Accademia Urbense. Si tratta di un lavoro per 1268 pagine complessive, suddivise in sezioni di consistenza diversa e ciascuna con un proprio titolo:

1° «Il progresso del secolo XIX - 1896», pp. 236.

2° «Commemorazione per cura di Berretta Andrea. Racconto serale ai nostri figli...», pp. 360.

3° «Tributo di Berretta Andrea alla Gran Madre di Dio M.V.S.S.», pp. 191.

4° «Affettuosi voti dell’aff.mo padre per la pace religiosa della sua famiglia  - 1905», pp. 196.

5° «La legge del cuore - 1914», pp. 285.

Tali fonti sono state utilizzate per articoli in diverse occasioni. Si veda:

Paolo Bavazzano, "Trisobbio tra Otto e Novecento nelle memorie di Andrea Berretta: il trattare di cose antiche ai nostri giovani figli pare un tempo perduto", in Urbs, silva et flumen, anno X, n. 1 - 2, Marzo - Giugno 1997 da pag. 4 a pag. 16.

Paolo Bavazzano, "Trisobbio tra Otto e Novecento nelle memorie di Andrea Berretta: "…entrino pure i signori mascheri e si divertano", in Urbs, silva et flumen, anno XI, n. 1 - 2, Marzo - Giugno 1998 da pag. 20 a pag. 31.

Atti del I Convegno Internazionale (Rocca Grimalda, 12 - 13 ottobre 1996)

Maschere e corpi. Percorsi e ricerche sul Carnevale, a cura di Franco Castelli e Piercarlo Grimaldi, Edizioni dell'Orso, Torino, 1999, pp. 583.

III - I luoghi del Carnevale: Franco Castelli, La "Lachera" dal rito al mito. Riflessioni sul Carnevale di Rocca Grimalda, pag. 321 - 338. L'autore riporta un brano tratto dai quaderni di Andrea Berretta riguardante le tradizioni legate al Carnevale.

Paolo Bavazzano, Una testimonianza su Trisobbio tra Otto e Novecento, da pag. 343 a pag. 370, in atti del "Congresso Internazionale Riscoprire Trisobbio. Una giornata di studio dedicata all'antico borgo monferrino, Trisobbio 2002, Genova 2002, p. 412".

 

Fondo Emilio Costa

Copia litografata della sottoscrizione fatta nella Camera dei Deputati negli ultimi giorni di Maggio 1856 per un dono nazionale al Gen.le Alfonso Lamarmora. Reca 125 firme.

Promemoria pel Conte di Cavour, Presidente del Consiglio. Memoriale mandato al Conte Cavour per mezzo di Urbano Rattazzi.

Opuscolo: Difesa del Circolo Italiano e risposta al Prete Grillo, Genova, Tipografia Frugoni, 1848, p. 18.

Opuscolo: La Polizia del Circolo Italiano in Genova ed i sedicenti Repubblicani odierni per Luigi Grillo, cappellano nella R. Marineria Sarda, decorato della Medaglia in argento al Valor Militare. Terza edizione con aggiunte. Si vende a benefizio dei Repubblicani feriti nella guerra dell’Indipendenza, Genova, Tipografia Faziola, 24 ottobre 1848, p. 46.

Opuscolo: Poetico serto a festeggiamento solenne del giorno 27 Settembre 1846 in cui Genova accogliendo l’Ottavo Congresso Italiano poneva la prima pietra del Monumento a Cristoforo Colombo, (Genova) Tip. e Lit. Pellas, 71.

Alle pagine 9 – 10 – 11, composizione poetica dell’ovadese Padre Giambattista Cereseto (1816 - 1858), intitolata “Il Monastero di Santa Maria della Rabida”.

Emanuele Rossi, La donna e la Libertà, dramma in sei quadri, Genova, Tipografia di G. Parodini sotto il nome di Dellepiane, 1856, p. 79. Allegate alcune copialettere tra cui la “Lettera di Giuseppe Mazzini ad Emmanuele Rossi, in data di Napoli 3. 8bre 1860”

Opuscolo: I Tribunali di Commercio, estratto dal «Corriere Mercantile», Genova, Tipografia e Litografia dei fratelli Pellas fu L., 1868, p. 18,

 

Pubblicazione con incisione in copertina, delle iniziali in oro D.B. (Domenico Buffa): La Guardia Nazionale e le cose presenti. Strenna per l’anno 1849, Genova co’ tipi del Frugoni, p. 190.

Opuscolo: Relazione fatta dall'Intendente Generale Avv. Domenico Buffa al Consiglio Divisionale di Genova Nella Apertura della Sessione Ordinaria il giorno 23 Settembre 1853, Genova, Dai Fratelli Ferrando q.Giovanni Tipografi della R. Intendenza Generale, p. 43.

Opuscolo: G. Prati, Agli elettori del Piemonte, Torino, 1849, Tipografia Nazionale, Via del Fieno, N 8, p. 16.

Opuscolo: Associazione Costituzionale di Napoli, Giuseppe Massari, Commemorazione di Giovanni Lanza. Discorso pronunciato il giorno 11 aprile 1882 da Giuseppe Massari, Napoli, 1882, pp. 36.

Opuscolo: Narrazioni in versi di Placido Merigotti, seconda edizione variata, Genova, Tipografia di Gaetano Schenone successore Frugoni, 1861, p. 55.

Discorsi pronunciati alla Camera dei Deputati nella discussione generale risguardante (sic) la cospirazione contro la vita dei Sovrani stranieri, l’apologia dell’assassinio politico e la riforma del Corpo dei Giurati dai deputati Conte Solaro Della Margarita, Conte Mamiani, Cavaliere Farini, Avvocato Buffa, Commendatore Rattazzi, Avvocato Tecchio, Conte Callori e dai Ministri Presidente del Consiglio Conte Camillo Cavour, Commendatore Guardasigilli Deforesta, Torino 1858, Tipografia Eredi Botta, palazzo Carignano, p. 224.

Da pagina 55 a pagina 80 “Discorso del Deputato Avvocato Buffa”, tornata del 14 aprile 1858.

Camera dei Deputati, sessione 1857, N° 9-c, Emendamenti al progetto di legge sul “Riordinamento dell’Amministrazione Superiore della Pubblica Istruzione, tornata del 12 gennaio 1857, p. 4.

Camera dei Deputati, sessione 1855, N° 49-a, Relazione della Commissione composta dei Deputati Melegari, Farini, Rezasco, Bertoldi, Buffa, Berti, Demaria sul progetto di legge presentato al Ministro dell’Istruzione Pubblica nella tornata del 6 febbraio 1856. Riordinamento dell’amministrazione della Pubblica Istruzione. Tornata del 28 aprile 1856, p. 26.

Camera dei Deputati, Regolamento per le Tribune Pubbliche adottato nella seduta dei 20 dicembre 1848, p. 4.

Camera dei Deputati, prop. 81, n. 87, proposta Scofferi. Revisioni per la modificazione agli stipendi degl’Impiegati, letta in tornata 11 novembre 1848, p. 4.

A stampa: Elenco alfabetico dei Deputati, p. 8.

Guido Bustico, Domenico Buffa e la fondazione della «Lega Italiana» in «Rivista d’Italia», anno XXX, Fasc. III, 15 Marzo 1928 (VI), Milano, Società editrice “Unitas”, p. 443 – 450.

A stampa: bibliografia, p. 6. E. Rossi, Tra le liriche del nostro Nervi (Genova, tip. Ferrando 1835), che certo son degne d’essere più lette, hai poesie singolarissime sovra cose de’ tre regni naturali ed arti. Veggansi specialmente: la traspirazione delle viti, la Vegetazione, gli Acquidotti, la bella Strada nuova,, rime gentilissime.

 

 

Manifesto stampato dai Fratelli Ferrando Tipografi del Municipio, della R. Intendenza Generale e della R. Marina, Piazza S. Matteo, Palazzo Gnecco.

Contenuto: Genovesi -  Ieri a notte giunse il seguente Dispaccio Telegrafico:

“La discussione a Bellinzona terminò jer sera col trionfo completo della linea del Luckmanier”.

Sono dolente che la notte m’abbia costretto a ritardarvi di alcune ore la notizia di questo fatto da cui dipende tanta parte dell’avvenire di Genova, e che corona felicemente gli sforzi fatti dal Governo per assicurarlo.

Genova, 17 Settembre 1853 – L’Intendente Generale BUFFA.

Volantino del “Comitato Elettorale del Centro Sinistro – Agli Elettori…, (Estratto dall’«Opinione», n. 200, Tipografia Arnaldi).

Supplemento al n. 1578 del «Risorgimento», Tipografia Scolastica di Sebastiano Franco. Camera dei Deputati, tornata delli 6 Maggio 1856. Interpellanze del deputato Buffa intorno al trattato di pace, ed al congresso di Parigi. Osservazioni del deputato Buffa, p. 4.

«Iride Novarese Giornale di Letteratura, Belle Arti, Scienze, Agricoltura Commercio, e di utili cognizioni», Anno VII, 15 Marzo 1845, n. 11, p.4.

Nella rubrica di “Letteratura” figura l’articolo di A.C. Negroni, Della poesia popolare e del Cantastorie di Domenico Buffa.

«La Staffetta, foglio quotidiano, politico, letterario», anno II, Sabbato , 24 Luglio 1858, N. 205, tipografia dell’Opinione diretta da C. Carbone, p. 4. Necrologio (biografia) del deputato Domenico Buffa.

La Strega, anno I, Genova, Sabbato 25 Agosto 1849, n. 6, Tipografia Dagnino, p. 4 (Alla memoria di Ugo Bassi e Goffredo Mameli).

«L’Italiano – Gazzetta del Popolo», Torino, Tip. di Luigi Arnaldi, via Stampatori, n. 5, Govean gerente. Numeri sparsi dell’anno II (1849): n. 34 di giovedì 8 febbraio; n. 38 di martedì 13 febbraio; n. 64 di giovedì 15 marzo; n. 91 di lunedì 16 aprile; n. 110 di martedì 8 maggio; n. 118 di venerdì 18 maggio; n. 139 di mercoledì 13 giugno; n. 131 di sabbato 2 giugno; n. 143 di lunedì 18 giugno; n. 168 di martedì 17 luglio; n. 200 di giovedì 23 agosto; n. 215 di venerdì 7 settembre; n. 222 di mercoledì 19 settembre; n. 244 di lunedì 15 ottobre; n. 253 di giovedì 25 ottobre.

«La Maga, giornale politico con caricature», anno V, Genova 14 Aprile 1855, n. 44. “Il diluvio – Frammenti di un poema drammatico – tragico – comico – spettacoloso, dell’avv. Domenico Buffa Intendente Generale a Genova. Altri 10 fogli del giornale genovese con interessanti caricature riguardanti Domenico Buffa e altri esponenti politici del periodo.

Fotocopie: Archivio di Stato di Genova, Prefettura Italiana. Gabinetto. Pacco 84, fascicolo 1432, anno 1852 «Perlustrazioni del delegato di P.S. nelle provincie». N. 28 fotocopie.

Manoscritto originale.

Autore: Buffa Ignazio

Pagine: 8 facciate scritte per metà nella parte sinistra.

Manoscritto originale.

Autore: Buffa Ignazio (?)

Pagine: 6 di cui 2 bianche.

Argomento: Cognome e nome dei colerosi nel lazzaretto di Ovada 1854. Sono elencate 55 persone.

 

Documenti del capitano Agostino Martinengo

Non sappiamo come il dott. Fausto Bima (Alessandria 1912 - Genova 15 agosto 1981) venne in possesso del materiale in questione. Certamente affidandolo alla signora Marie Ighina sapeva di metterlo in buone mani. Parte della documentazione è presso la Biblioteca Civica di Ovada, altra parte è conservata all'Accademia Urbense. Si tratta in alcuni casi della fedele trascrizione di opere a stampa, mentre per il resto sono ricerche effettuate dal Nostro avvalendosi di documentazione di prima mano.

L'autore ha utilizzato fogli protocollo, alcuni sciolti, altri rilegati in fascicoli.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22 In copertina: Storia del Castello di Montaldeo.

Manoscritto: dimensioni 31,5 x 22, pagine sciolte 478: Castelletto. Castelletto, riassunto di note storiche.

Le memorie cronologiche inerenti il paese di Castelletto sono state interamente utilizzate e integrate di preziose e delucidanti note da Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino i quali hanno pubblicato il loro lavoro in 15 puntate sulla nostra rivista tra il 1990 e il 1998.

Manoscritto: dimensioni 31,5 x 22, pagine 316: In copertina: Miscellanea di memorie storiche relative a Val d’Orba raccolte da Agostino Martinengo.

Manoscritto: dimensioni 31,5 x 22, pagine 235. Liber Jurium Reipublica Genuensis.

Trascrizione de “Historiae Patriae Monumenta Edita Issu Regis Caroli Alberti – Augustae Taurinorum Ex Officina Regia An, M.DCCC:LIIII”.

Manoscritto rilegato: dimensioni: 31,5 x 22, pagine 133, “Note tratte dall’opera Storia della Repubblica di Genova dalla sua origine sino al 1814, scritta da Carlo Varese, Genova 1835.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 31. In copertina: Buzzi -  Storia di Gamondo antico, or Castellazzo.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 9 non numerate. In copertina: Jacopo Durandi – Piemonte Cispadano.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 36, numerate sino alla pag. 26. In copertina: Henri Moris – Operations militaires dans les Alpes et le Apenninus pendant la guerre 1742 - 1748. (Paris 1886). A pag. 1 si legge: Documenti raccolti dall’ufficiale Minutoli che ha preso parte a tutte queste campagne (d’origine toscana ma nato a Ginevra). L’autore poi li ha completati coi documenti dell’Archivio di Stato di Torino.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 50. In copertina: Cav. Domenico Maria Guarco – Dell’antica città di Rondinaria, e di altri luoghi di antica memoria.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 64. In copertina: Ferdinando A. Pinelli, Storia militare del Piemonte.

All’interno: Memorie tratte dalla “Storia militare del Piemonte in continuazione di quella di Saluzzo cioè dalla pace di Aquisgrana sino ai dì nostri con carte e piani di Ferdinando A. Pinelli maggiore in ritiro – Torino 1854 presso T. Degiorgis, libraio editore”.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 9. Interno: Memorie sulla guerra del Piemonte dal 1741 al 1747, scritte dal conte Gaspare Galleani di Agliano.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 19. In copertina: Giacomo Carnevale, Notizie storiche dell’antico e moderno Tortonese.

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, pagine 6. In copertina: La monaca di Montaldeo. (Trascrizione dagli Atti della Società di Storia Patria, vol. XXVII – Genova – R. Istituto Sordo Muti MDCCCXCV Le monache nella Vita Genovese dal secolo XV al XVII per N. Rosi

Manoscritto rilegato: dimensioni 31,5 x 22, da pag. 25 a pag.74. Senza indicazioni particolari circa l’argomento ma si tratta di storia di Ovada. A pag. 25 inizia: Così quando la Repubblica, verso la metà del secolo XVIII, impose le tasse territoriali anche ad Ovada… e termina con Caduto Napoleone Ovada seguì le vicende del Ducato di Genova, e con esso fu aggregato agli Stati del Re di Sardegna.

Articoli pubblicati su Il Corriere delle Valli Stura e Orba, sotto la dicitura Aneddoti Storici, negli anni 1902 - 1903.

Aneddoti storici. Certi di far cosa grata ai nostri lettori, con questo numero cominciamo a pubblicare una serie di interessanti aneddoti storici sui nostri paesi, raccolti con rara pazienza negli archivi di Stato dall'ottimo e studioso Capitano Agostino Martinengo di Castelletto d'Orba.

L'attentato del Marchese Luigi Botta Adorno signore di Silvano contro il Capitano di Ovada Raffaele Lomellini nel 1689. Anno VIII, 6 luglio 1902, n. 390; 13 luglio n. 391.

L'assedio di Lerma nel 1649. Anno VIII, 27 luglio, n. 393; 3 agosto n. 394.

La strage dei Trotti avvenuta in Montaldeo nel 1528. Anno VIII, 17 agosto n 396; 24 agosto n. 397.

Il pozzo dei Trotti a Montaldeo (Il Corriere delle Valli Stura e Orba, anno VIII, 31 agosto 1902, n. 398, 7 settembre, n. 399.

La Chiesa votiva di S. Catterina (sic) in Montaldeo, (Il Corriere delle Valli Stura e Orba, Anno VIII, n.401, 21 settembre 1902 e n. 402, 28 settembre 1902).

Un combattimento in Montaldeo, (Il Corriere delle Valli Stura e Orba, Anno VIII, n.404, 12 ottobre 1902, n. 405, 18 ottobre 1902, n. 406, 20 ottobre 1902, n. 407, 1 novembre 1902).

Festa e Fiera di San Martino(Il Corriere delle Valli Stura e Orba, Anno VIII, n.408, 9 novembre 1902; n. 410, 23 novembre 1902; n. 412, 7 dicembre 1902; n. 414, 21 dicembre 1902; n. 415, 28 dicembre 1902.

Lo spettro del castello di Montaldeo, (Il Corriere delle Valli Stura e Orba, Anno IX, n.418, 18 gennaio 1903; n. 421, 8 febbraio 1903; n 422, 15 febbraio 1903).

 

Il Corriere anno IX, n. 426, Ovada 15 marzo 1903, Agostino Martinengo, Ancora a proposito degli Aneddoti Storici.

Articoli pubblicati su Urbs, silva et flumen, relativi alle memorie del capitano Martinengo.

 

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, La storia di Castelletto d'Orba nei manoscritti di Agostino Martinengo: Castelletto nei tempi antichi, in Urbs, silva et flumen, anno III, n. 3, Settembre 1990, da pag. 98 a pag.103.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, "Castelletto nei tempi antichi" di Agostino Martinengo: il declino degli Obertenghi di Parodi, in Urbs, silva et flumen, anno IV, n. 3, Settembre 1991, da pag. 82 a pag. 87.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, "Castelletto nei tempi antichi" di A. Martinengo. Dagli Obertenghi agli Statuti, in Urbs, silva et flumen, anno V, n. 1 - 2, Marzo - Giugno 1992, da pag. 21 a pag. 26.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, "Castelletto nei tempi antichi" di A. Martinengo: dal secolo XIV agli inizi del XV, in Urbs, silva et flumen, anno V, n. 4, Dicembre 1992, da pag. 122 a pag. 128.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: tra gli Adorno e gli ultimi Paleologi, in Urbs, silva et flumen, anno VI, n. 2, Giugno 1992, da pag. 65 a pag.71.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: i Gonzaga nuovi Marchesi del Monferrato, in Urbs, silva et flumen, anno VI, n. 4, Dicembre 1993, da pag. 147 a pag. 152.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: l'inizio del Seicento (1603 - 1615), in Urbs, silva et flumen, anno VII, n. 2, Giugno 1994, da pag. 68 a pag. 75.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: l'inizio del Seicento (1615 - 1625), in Urbs, silva et flumen, anno VII, n. 4, Dicembre 1994, da pag. 163 a pag. 168.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: la prima metà del Seicento (1626 - 1645), in Urbs, silva et flumen, anno VIII, n. 3, Settembre 1995, da pag. 109 a pag. 116.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: la seconda metà del Seicento (1648 - 1674), in Urbs, silva et flumen, anno IX, n. 1, Marzo 1996, da pag. 20 a pag. 27.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto d'Orba negli appunti di A. Martinengo: dai Gonzaga ai Savoia (1676 - 1708), in Urbs, silva et flumen, anno IX, n. 3 - 4, Sett. Dic. 1996, da pag. 148 a pag.156.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo (1709 - 1730), in Urbs, silva et flumen, anno X, n. 1 - 2, Marzo - Giugno 1997, da pag. 35 a pag. 44.

 

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo:dal 1731 alla Pace di Acquisgrana del 1748, in Urbs, silva et flumen, anno X, n. 3, Settembre 1997, da pag. 107 a pag. 115.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: dal 1749 alla guerra rivoluzionaria del 1792, in Urbs, silva et flumen, anno X, n. 4, Dicembre 1997, da pag. 182 a pag. 194.

Carlo Cairello e Valerio Rinaldo Tacchino, Castelletto negli appunti di A. Martinengo: dal 1793 alla Restaurazione sabauda, in Urbs, silva et flumen, anno XI, n. 1 - 2, Marzo - Giugno 1998, da pag. 44 a pag. 56.

Agostino Martinengo, Episodi dell'Italia nell'età della decadenza. I fatti di Montaldeo, in Urbs, silva et flumen, anno II, n. 1, Ott. 88 - Gen. 89, da pag. 99 a pag. 102.

Giuseppe Pipino, Caccia ai banditi e incidente di confine a Montaldeo, in Urbs, silva et flumen, anno VII, n. 4, Dicembre 1994, da pag. 172 a pag. 173.

Enrico Giannichedda, Ritrovamenti archeologici ottocenteschi nel Monferrato: dati per la Storia dell'Archeologia e del territorio, in Urbs, silva et flumen, anno V, n. 2, Settembre 1992, da pag. 75 a pag. 78.

Collezione Perrando Gilardini

Memorie Perrando

Si tratta memorie storiche manoscritte in due calligrafie diverse su fogli sciolti delle dimensioni di cm. 31 x 22,5.

La grafia che caratterizza i manoscritti più antichi è da attribuirsi al padre scolopio Giambattista Perrando, quella che caratterizza i più recenti (1889 circa) a Francesco Gilardini.

Le memorie Perrando sono servite per la stesura della parte che riguarda Ovada del Dizionario Casalis mentre il lavoro del Gilardini risulta più ordinato nella scrittura e pare la stesura di una monografia su Ovada da dare alle stampe.

 

1 fascicolo composto di 32 facciate, testo per il Casalis.

2 Notizie storiche di Ovada 34 facciate

3 fascicolo di 24 facciate.

4 fascicolo di 20 facciate

5 fascicolo di 28 facciate

6 Fogli sparsi utilizzati per i due articoli pubblicati su Urbs.

 

Cfr. Paolo Bavazzano, L'Ovada di Padre Gimbattista Perrando: un contributo inedito al grande Dizionario del Casalis, in Urbs, silva et flumen, anno VI, n.2, Giugno 1993, p. 48 - 56.

Cfr. Paolo Bavazzano, L'Ovada di Padre Gimbattista Perrando: un contributo inedito al grande Dizionario del Casalis, in Urbs, silva et flumen, anno VI, n. 3, Settembre 1993, p. 131 - 137.

Memorie Gilardini:

Si tratta di 92 facciate manoscritte di cui 31 in bianco.

Scrive Ambrogio Pesce nel primo dei suoi 36 quaderni riguardanti la storia ovadese:

Ho pure avuto a disposizione, dopo la raccolta di quelle che seguono, una collezione manoscritta di notizie, che si trovano da poco tempo nell’archivio parrocchiale di Ovada e che prima giaceva presso la famiglia del notaio Gilardini. Sono memorie compilate diligentemente circa ottant’anni or sono da più persone, e credo specialmente dal P. Perrando che fu Generale dei R.R.P.P. Scolopi, e da alcuni collaboratori, come, qui pare, l’Ing. Michele Oddini e il pittore Costantino Frixione. Persone che avevano cose di cui parlano (per es. oggetti del tempo di Roma scavati nel territorio) o che riferiscono di cose viste da altri o da questi ripetute per tradizione, o di archivi privati locali ora dispersi, o che fecero altresì ricerche in pubblici archivi. Vi sono però riserve e correzioni. Queste notizie della collezione Gilardini sono qui, almeno in parte registrate, non avendo ancora potuto compulsarle interamente…

Fondo Pesci - Capurro

Il 30 novembre 2002 la signora Ina Capurro - Pesci ha donato all'Accademia Urbense, oltre a numerosi libri, svariati documenti inerenti gli avi del defunto marito, sig. Carlo Pesci (1915 - 1988).

Si conservano inoltre le fotocopie di due voluminosi registri contenenti la trascrizione di atti notarili e altri documenti della stessa Famiglia, di antica tradizione locale.

I manoscritti, soprattutto testamenti e atti notarili originali e in copia conforme, compongono quattro faldoni nei quali sono raccolti documenti e memorie che spaziano dal 1661 al 1994

Il documento più antico risulta essere il testamento, rogato a Ovada e datato 11 novembre 1661, di Domenica Vela, figlia del fu Lorenzo e moglie di Gio Batta Pesci.

La testatrice: Costituisce e chiama suo universale Erede Gio B. Pesci suo marito presente, tanto di beni presenti, quanto di beni venturi, e questi in atti del Nob. Orazio Serravalle notaro, nella nostra casa avanti la porta del luogo e s’è pubblicato alla presenza di cinque testimonj (…) Inoltre: …lascia alla Compagnia del SS. Sacramento soldi 40. L’anima sua a Dio Nostro Signore, ed il corpo alla S. Madre Chiesa nel Convento, ossia Chiesa de’ RR.PP. Domenicani, sotto la Cappella di Santo Vincenzo nostro Protettore. Alla Compagnia del Suffragio de’ Morti soldi 40. Al nome di Dio Nostro Signore soldi 40. Al SS. Rosario soldi 40. Ai luoghi pii di Gerusalemme soldi 40. All’altare di S. Vincenzo soldi 40. All’altare di S. Giacinto soldi 40. All’altare di S. Domenico soldi 40. Alla Compagnia di S. Sebastiano soldi 40. Alla Compagnia di S. Gio B. soldi 40. Alla Compagnia della Beatissima Vergine dell’Annunziata £. 4.16 moneta corrente. Messe duecento per l’anima sua da farsi celebrare a comodità.

Statuti di Ovada e antichi documenti

Manoscritto: dimensioni cm. 23 x 16,5

Sul frontespizio: Adsit principio Virgo Beata meo

Sattutumo Uvade

Ad usum familie Pesci et amicoru des familie Joannis Baptiste Alexandris

MDCLXX. die secunda Octobris

Parochia mia Parochia pagine numerate 108, facciate 216.

Manoscritto: dimensioni 20 x 15

Statutum Vuade, con sul frontespizio un disegno a penna del ponte e del castello di Ovada, in alto scritto a biro in tempi recenti Pier Giorgio Maria Repetto. Il manoscritto è stato donato all'Accademia Urbense dal signor Angelo Repetto (1904 - 1999) nel 1987.

Manoscritto n. 6 quaderni dimensioni 20 x 15

Institutionum Civilum Codex 1775 Genue. Il manoscritto è stato donato all'Accademia Urbense dal signor Angelo Repetto nel 1987.

Manoscritto: dimensioni cm. 30,5 x 21,5.

Capitula Comunis Vuade ab anno MCCCXXII circa. Pagine numerate 22 (facciate 44).

Manoscritto dimensioni cm. 30,5 x 21,5.

Pagine numerate 32 (facciate 64) + 11 facciate scritte.

Manoscritto dimensioni cm. 30,5 x 21,5.

Capitula comunis utriuse Ruxilioni . Ad usum Francisci barixoni Notarj. Fogli 19, pagine 38.

Manoscritto dimensioni cm. 27 x 19.

Archiviato tra i libri rari: RA 28. Archivio 6194.

Copertina cartonata marrone.

Appartenente a Gio Soldi (dono della famiglia Soldi).

Statuta Vuada, fogli numerati 62 (pagine 124).

Contiene inoltre “Statuta Ruxilioni” fogli numerati 13 (facciate 26).

Tutte le copie degli statuti di Ovada sono state viste e utilizzate per la stesura del volume “Statuti di Ovada”.

Altre donazioni più recenti sono in fase di schedatura e al momento se ne possono avere  fornire notizie in Sede.