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Memorie dell'Accademia Urbense


Mario Canepa, Bala Giainte. Volume tre, Memorie dell'Accademia Urbense (nuova serie) n. 52, Ovada 2003, 464 pp
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[...] Magari ti possono servire, mi aveva detto Bavazzano, dandomi un pacco alto così di fotocopie di delibere comunali, richieste di aiuto, di sovvenzioni ecc…
Ma è storia questa?, gli avevo chiesto: era rimasto lì indeciso se rispondere sì o no.
Dato che sono ignorante in materia mi sono fatto un’idea tutta mia sull’argomento.
Se Mazzini, Garibaldi o Cairoli scrivono all’amica lontana “…e vorrei tanto rivederVi ma ahimè!, forse ho abusato nel cibarmi di carne ed ora la gotta non mi dà pace obbligandomi ad un forzato riposo. Se il mio corpo giace qui immobile, il mio pensiero corre ed è già lì con Voi e…”.
Questa è storia, non ho dubbi. Me lo confermerebbero anche qui all’Accademia.
Se invece una poveretta, come prima abbiamo visto, chiede aiuto in quanto i tedeschi le hanno chiuso il Sanatorio ed ora non sa più come curarsi la tubercolosi, questa no, ci mancherebbe!, questa non è storia: sono cavoli suoi.
La storia c’è chi la fa e c’è chi la subisce. Chi la subisce non conta. [...]
Penso a quel giorno in quella casa dove nasce un figlio mentre l’altro, dato ormai per morto, ritorna. Pare una storia da non credere. Quelle storie che al bar non ti lasciano neanche finire e ti dicono subito: ma va là!
Combinazioni. Il 5 gennaio del 1979 muore a 56 anni il famoso jazzista americano Charles Mingus. Lo stesso giorno ed alla stessa ora 56 balene si lasciano morire tutte insieme arenandosi su una spiaggia nei pressi di New York. Sembrerebbe una cosa da non credere non si sapesse che è vera.
Il primo dicembre del 1940 Eugenio Androne, Noleggio Automobili con e senza autista, richiede mediante lettera al comune di Ovada, il rimborso di lire 2.845 per servizi effettuati e, ringraziando anticipatamente, invia saluti fascisti.
Il 27 giugno del 1945 Errigo Carmelo, reduce dalla Calabria, ferito in Corsica, dove dice di aver combattuto contro i tedeschi, chiede un piccolo contributo al signor Sindaco e, confidando nella benevolenza dei nuovi amministratori, invia saluti comunisti. Dalle carte risulta che sono stati entrambi accontentati. Tutt’altre combinazioni.
Puli mi ha dato una busta di fotografie: sono speciali, così non le avevi ancora, guardale bene!, e mi fa capire che tiene particolarmente a quella con il bambino e la nonna. Non perdiamole mi raccomando! Per tranquillizzarlo gli assicuro un occhio di riguardo. Nella busta c’è anche un biglietto con il suo numero di telefono in caso avessi bisogno di ulteriori delucidazioni. [...]
E’ una domenica come tante altre, dopo mangiato, la tavola è stata sparecchiata... E’ pomeriggio: ore di ozio tranquille ancora davanti... Poi, forse attratto dall’obiettivo, Borsari si distrae, mi fissa: credo di sapere già cosa vorrebbe dirmi: L’Accademia… dilettanti… volere e non potere… La storia poi!... Per scrivere di storia bisogna sapere e per sapere bisogna conoscere e per conoscere bisogna cercare e sapere dove cercare e… Lo vorrei interrompere, gli vorrei dire che io non c’entro con quelli della storia che conta… Io ho solo messo insieme delle fotografie. Guardi le facce signor Borsari: facce di gente con storie da ballatoio... Senza date: facce da giorni senza importanza… Facce che incontravamo una volta per strada o al bar in piazza, facce di chi ti chiamava dalla finestra chiedendoti di aspettarlo... Amici... amici perduti per sempre... Facce che a rivederle ora ti mettono addosso una gran malinconia perché ti ricordano che il più bello è già passato… E poi, sempre che le voglia leggere s’intende!, ho scritto due righe alla buona, così, come si parla andando: niente di impegnativo da tramandare ai posteri (e chi sono poi?). Magari ci troverà pure qualche svista, qualche virgola caduta male… Cosa vuole ho sempre fretta!, e me lo rimproverano anche... ma è come se il tempo non mi bastasse mai... mi corresse dietro... Una clessidra impazzita... Ora mi guarda e non dice niente, sembra sorridere, legge il titolo: Bala Giainte… Bella Gente!, se lo ripete mentalmente... Mi guarda ancora... Sarà una mia impressione, non vorrei sbagliarmi, ma a me pare persino contento di trovarsi qui anche lui in mezzo a loro.


Mario Canepa
Ovada, 1° Gennaio 2003