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Memorie dell'Accademia Urbense


Francesco Argan, Paolo Bavazzano (a cura di), Giacomo Costa e la Ovada della seconda metà dell'Ottocento, Memorie dell'Accademia Urbense (nuova serie) n. 23, Ovada 1997, 139 pp
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NOTA: Questa edizione digitale in formato pdf è stata rielaborata e, anche se completa, differisce nel numero delle pagine da quella cartacea stampata nel 1997 (versione cartacea: pp. XXVIII + 164).

Dalla Presentazione:

L’Amministrazione Comunale, in occasione del centesimo anniversario della scomparsa, rende omaggio a Giacomo Costa, ovadese di adozione, ma profondamente legato alla nostra città; egli partecipò alla vita comunale e soggiornò a palazzo Pesci-Maineri, di fronte alla Parrocchia dell’ Assunta, ove vennero solennemente celebrate le esequie.
La tomba di famiglia ne conserva le spoglie nel cimitero cittadino, ma la sua figura rimase viva nel tessuto socio-culturale attraverso la presenza delle figlie, in particolare di Rosetta Costa, intelligente e versatile animatrice di un salotto-laboratorio culturale presso il quale si riunivano i giovani artisti ovadesi per trarne incoraggiamento, ispirazione, idee e confronti con esponenti della cultura nazionale ed internazionale.
La commemorazione di Giacomo Costa non può e non deve restare un momento solamente celebrativo; gli studi effettuati a cura dell’ Accademia Urbense e la mostra “Il salotto di casa Costa” recante disegni e dipinti di Franco Resecco e documenti tratti dall’Archivio Piola.
L’ampiezza di studio e di pensiero in campo giuridico possono meglio essere valutati da esperti del settore; emergono all’ attenzione di tutti l’integrità, le doti di equilibrio, la capacità di approfondire e sviscerare problemi di grande interesse e l’elaborazione di principi tuttora attuali nelle linee essenziali quali il ruolo e l’indipendenza della Magistratura (per la quale è indispensabile godere della fiducia del paese perché possa compiere la sua missione), il coordinamento delle forze di polizia, la riforma del sistema carcerario, il rispetto dei principi presenti nel diritto delle genti che si impongono ad ogni legge positiva. Alcune osservazioni rivelano l’arguzia del saggio di fronte alla difficoltà di conciliare obiettivi di grande ampiezza con le ristrettezze del bilancio ed i tempi reali, così come l’istituto della grazia non sempre concilia con le marcate affermazioni della giusta pena.
Approfondire questi temi costituisce un valido aggiornamento per la vita politica e civile, l’impegno e la forza d’animo per la realizzazione degli obiettivi prefissati danno la dimensione completa di un uomo che già maturo negli anni e malato, non esitava a scrivere “la forza per fare ciò che devo la trovo sempre”.

Dott. Vincenzo Robbiano - Sindaco di Ovada
Prof.ssa Luciana Repetto - Assessore alla Cultura